# Legacy Source Recovery

Questo workflow è esclusivamente analitico: non recupera, decodifica, decomprime, esegue, trasforma o produce output derivati da sorgenti non leggibili.

Usalo solo con autorizzazione dichiarata, obiettivo definito e necessità motivata per inventory o parity analysis. Non è la prima scelta.

## Sequenza analitica

1. Verifica autorizzazione e obiettivo.
2. Cerca evidenze statiche già disponibili: history Git, branch o tag, backup, release package, source map, documentazione e copie sibling.
3. Classifica in modo ipotetico il formato o l'offuscamento: encoding/compressione, escaping, minificazione, ridenominazione, packing, cifratura, bytecode o formato proprietario.
4. Distingui ciò che è osservato da ciò che è inferito.
5. Descrivi tecniche possibili di recupero senza eseguirle.
6. Indica requisiti, strumenti, isolamento e competenze necessari per un'attività specialistica successiva.
7. Produci rischi, stop condition e handoff.

## Output consigliato

```md
# Source recovery assessment

## Input e provenienza
## Autorizzazione dichiarata
## Evidenze disponibili
## Classificazione ipotizzata
## Fonti alternative cercate
## Opzioni di recovery
## Requisiti tecnici
## Rischi
## Attività vietate
## Punti aperti
## Handoff
## Confidenza
```

## Stop conditions

Fermati e consegna solo assessment e handoff se autorizzazione o provenienza sono dubbie, mancano fonti statiche sufficienti, il formato richiede chiavi non disponibili, emergono segreti non redigibili, o la confidenza non consente l'uso dell'informazione come evidenza.

Non dichiarare mai che un payload, parser o decoder sia stato eseguito, né che un risultato recuperato sia stato verificato.
